Locanda Cuba
detta Fondaco

data di esplorazione: febbraio 2008
"Viaggio nel Tempo": EREIA

Attenzione: queste schede hanno bisogno del sostegno culturale di tutti. Se ne sapete di più o trovate qualche imperfezione non esitate a comunicarcela. Basta mandarci una mail a: sicilia@ilconsole.it

 

 

Scheda


clicca sulla cartina per ingrandirla

 

cosa: Luogo di sosta dell'antichità (statio, caravanserraglio, locanda)

dove siamo: Comune di Centuripe (En) anche se la struttura si trova a neanche 2 km da Catenanuova.

Viaggio nel Tempo: probabile preesistenza romana (II a.C.) e in funzione, senza sosta di continuità, fino ad inizi 1900
valutazione: *****

ambasciatore di zona: -


come arrivare : La struttura è gia ben visibile dall'autostrada Catania Palermo, direzione Palermo, 1 km prima di Catenanuova. Si esce dunque a Catenanuova ed a neanche un paio di km a Est (con la linea ferrata alla vostra sinistra), si giunge alla locanda, immersa nel grano.

 

 

 

 

Locanda Cuba
statio romana (?) - locanda dal medioevo

Siamo di fronte ad un colosso di emozioni.

La Locanda Cuba (definita allegramente Fondaco il quale, oltre ad essere una struttura prettamente portuale, ha funzioni più di magazzino-mercato che di accoglimento per il viaggiatore) è un luogo di sosta esistito, molto probabilmente, da sempre.

E' su una direttrice storica: quella dell'entroterra.

 

Le Stationes romane
III a.C. - VI d.C.


I Romani furono i grandi costruttori di strade, come è ben noto.
Lungo i loro "itineraria" (strade dell'antichità,
(consulta l'Entrobolario per sapere cos'è), le strade ufficiali, quelle dove il viandante non doveva temere di essere accoppato, presentavano, ogni tot di chilometri, dei luoghi di sosta che il popolo di Giulio Cesare chiamava in maniere diverse, a seconda dell'importanza.
Un pò come i nostri alberghi e le loro stellette.
Quindi avevamo: mansiones (statali), cauponae (molto economiche), tabernae (per i ricchi), mutationes (per animali e carrozze).

Genericamente questi luoghi erano indicati con il nome di "statio".

In Sicilia ne è rimasta una ancora più o meno leggibile: quella di Sophiana (Mazzarino, Cl, una delle prossime esplorazioni).
Qua il viandante accomodava cavallo e merce (se l'aveva) presso la cosiddetta posta (rimessa), poteva concedersi un bagno termale, una preghierina pagana, una bella mangiata e bevuta ed una dormita.
Un perfetto motel dell'antichità.

Forse una statio era già presistente dove ora è la nostra Locanda Cuba.
Qua ci troviamo, difatti, su una delle principali vie per raggiungere le potentissime Agrigentum, Katane e Panormus.

 

 

 

La Tabula Peuntigeriana



In questa eccezionale cartina romana del I sec a.C., la Tabula Peuntigeriana (consulta l'Entrobolario per sapere cos'è e per vedere l'intera Tabula) c'è una strada proprio al centro dell'isola. l'antica Catania-Palermo, che passava dall'entroterra e proprio all'altezza di Centurippa doveva trovarsi la nostra Locanda. Forse...

 

 

 

I Caravanserragli arabi

Gli Arabi in Sicilia sono arrivati nell'827 e venivano dallo scatolone di sabbia dove le carovane dei mercanti sostavano nei cosiddetti Caravanserragli (consulta l'Entrobolario per sapere cos'è).
Questo a lato è quello di Karaj in Iran e i viandanti dormivano in una di quelle stanze sotto il portico. In qualche altra c'erano le carovane con i cavalli e la merce, in altre si aprivano le cucine, depositi vari...

La nostra Locanda potrebbe paragonarsi ad un Caravenserraglio.
Un Caravanserraglio siciliano !

 

 

Edrisi dove ha dormito?
(consulta l'Entrobolario per sapere chi è Edrisi).


Leggendo uno dei capisaldi della letteratura geografica siciliana, "Il libro di Ruggero" del viaggiatore arabo Edrisi viene spontaneo chiedersi: ma dove ha dormito, nel suo peregrinare in Sicilia, il geografo alla corte dei Normanni |?

La zona in questione Edrisi l'ha scandagliata metro per metro.

Quante possibilità ci sono che abbia alloggiato dove ora si trova la nostra locanda ?

Tante, amici cari, tante.

Siamo intorno al 1150: Abu 'Abn Allah Muhammad al Idrisi o "El Edrisi" era un viaggiatore e geografo arabo, famoso soprattutto per il suo planisfero (inciso su una lastra d'argento) e per il commento allo stesso: "Lo svago di chi brama percorrere le regioni".
La Sicilia è la terza pallina al centro, quella vicina al triangolo (l'Africa).
Ma non cercate di venirne a capo perchè è un bel macello.

 

 

Il Medioevo: le Regie Trazzere
(consulta l'Entrobolario per sapere cosa sono)

E' interessante scoprire come nei secoli il viandante, il soldato, il mercante, abbiano sempre narrato delle loro soste in questi luoghi.
Certamente la locazione isolata è quasi mistica, così avvolta nella natura (antropizzata o spontanea), innescava forti introspezioni nei visitatori.

Ogni buon racconto di viaggio che si rispetti narra di una serata tra cibo, vino e pensieri al tavolo di una locanda.

Forse per questo motivo ancora oggi questo luogo sprizza una forte energia.

Durante il Medioevo siciliano, quello dei feudi e dei Re e nobili ladroni, si

 

 

Le Grand Tour


Il XVII secolo fu l'inizio di un'epoca di grandi viaggi verso le terre del mito, della cultura, della storia.
Il famigerato Grand Tour
(consulta l'Entrobolario per sapere cos'è) era ai nastri di partenza e si preparaa a ispezionare l'Europa classica.

Tra esse, evidentemente, la Sicilia fu una delle mete privilegiate

Per farla breve, anche Goethe dormì in questa locanda.

E chissà se prorpio in questa locanda scrisse la sua famosa dedica all'isola: "L'Italia senza la Sicilia è niente. E' in Sicilia che sta la chiave di tutto"

Certamente annotò: "In cammino; 30 aprile 1787 Molimenti (volgarizzazione di Catenanuova) recente borgatella, egregiamente situata nel centro di belle campagne, sulla riva del torrente San Paolo. Non lontano, campi d'un frumento incomparabile, che si falcia già il 20 maggio. Tutta la regione non mostra ancora traccia di vulcanismo; il torrente stesso non porta alcun detrito di questo genere. Il terreno è di buona mistura, piuttosto compatto, e nel complesso d'un colore bruno che dà sul violetto. Tutti i monti a sinistra, che racchiudono il torrente, sono calcare e sabbia. Non ho potuto osservarne la transizione; certo è che grazie alla decomposizione, contribuiscono alla grande e sempre fertilità della vallata inferiore."

Porca miseria !

 

 

Un pò di storia

L'edificio ricadeva nel Feudo di Cuba, le cui prime tracce risalgono al 1408, feudo di proprietà di Giovanni Esquifanio; nel 1453 del feudo era proprietaria Novella Schifano, poi nel 1517 Francesco Paternò, dal 1633 al 1919 i Principi di Biscari nobile famiglia catanese, che dopo il terremoto del 1693 lo fecero restaurare, ed infine nel 1935 subentrò proprietario il Comm. Prospero Mammana uno dei fondatori della Pia Opera di Centuripe, il quale trovatolo cadente per vetustà lo fece restaurare.

Beato Prospero !

 


Architettura



L'edificio come lo vediamo oggi, probabilmente risale a dopo il terribile terremoto del 1693, quindi agli inizi 1700.
Si trova a metà strada tra Catania ed Enna (visibile anche sull'A19 in direzione Palermo), sull'antica règia trazzera che metteva in comunicazione i centri dell'entroterra con quelli della parte orientale della Sicilia.

 

Il complesso monumentale, che oggi ricade nel territorio di Centuripe, dista un chilometro da Catenanuova e si trova in Contrada Cuba. Esso aveva la funzione di dare riparo ai cavalli utilizzati per il cambio, che trainavano la diligenza dei viaggiatori da Palermo a Catania e viceversa; era in altri termini soprattutto una statio, come tante ce n'erano lungo tale strada nell'età romana, cioè una costruzione che serviva da alloggio ai viandanti: da qui il significando appunto di locanda.


In questa locanda vi pernottò nell'ottobre del 1713 il Re di Sicilia Vittorio Amedeo II di Savoia con la Regina Anna Maria d'Orleans e la sua corte; e la notte del 30 aprile 1787 il grande poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe, tanto che nel suo libro "Viaggio in Italia" fra le tante cose, scrisse:

 


L'edificio


Il Fondaco è costituito da un insieme di corpi di fabbrica disposti lungo un asse longitudinale.

In linea di massima il suo aspetto non è cambiato granchè, probabilmente, sin dai tempi dell'ante Cristo.

La foto qua sopra ci mostra l'intero corpo.
Si vede il portale d'ingresso attraverso il quale entravano le carrozze, i cavalieri, le bighe e quello che sia e si andavano ad infilare in quell'ultimo edificio lungo che vedete a sinistra: la posta dei cavalli.

Dove ci sono i fichidindia vi è ancora l'abbeveratoio.

Con un pò d'occhio vigile, un po prima, accostata al portone d'ingresso si intravede una scaletta che portava agli alloggi, nel piano superiore.

 

 

Ma la foto qua sotto ci dice proprio tutto.

A sinistra si saliva verso la zona notte.
Al centro spicca il bel portale settecentesco da cui si accedeva sia per la rimessa dei cavalli (in fondo) sia a quella che doveva essere la taverna vera e propria (nel senso di mangia e bevi).
Probabilmente quelle porte a sinistra che si vedono ne erano l'ingresso.

Il tutto, come sempre, inzuppato in un oceano di grano, colori e sensazioni che solo la Sicilia dell'entroterra riesce a regalare.

 

 

La posta per i cavalli


E' certamente il momento più affascinante della visita quello che proietta, senza colpo ferire, nel mondo fantastico del viaggio nel passato.

 

 

Essa poteva ospitare circa una ventina di carrozze.

Essa è un luogo magico.




Oggi

Oggi il Fondaco versa in uno stato di completo abbandono. Il degrado interessa ogni parte dell'edificio; molte murature, diversi solai ed alcune volte del complesso presentano un allarmante stato di dissesto.

Giovanni Vallone
Scheda perfezionata dal dott Silvano Borruso

 

Circa le strade romane, ti segnalo la loro continuità con le ferrovie americane, che hanno un curioso scartamento di 4 piedi e 8 pollici e mezzo (circa 1 metro e mezzo). Lo ereditarono dalle ferrovie britanniche, che lo ereditarono dalle scanalature che i secoli avevano scavato nelle strade romane, e i romani avevano scelto quella misura per essere la larghezza di due deretani di cavalli da tiro uno accanto all’altro. C’è di più: i razzi Shuttle, costruiti in California e inviati in Florida per il lancio, avrebbero dovuto avere un diametro maggiore per ottimizzarne le prestazioni. Invece si dovettero contentare di quello che permettevano i tunnel lungo la ferrovia, che dipendeva dallo scartamento, che dipendeva... in ultima analisi da due culi di cavallo dell’esercito imperiale romano uno accanto all’altro.
Non ricordo dove ho letto questa informazione, ma se la vuoi mettere sul sito fai pure.

Segnalazione del dott Silvano Borruso

 

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Video
bassa definizione - attendere qualche istante prima della visione

 

 

 

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l'esplorazione dell'entroterra siciliano dell'associazione Il CoNsole